
Regime Forfettario – Quando e Come si esce!
🔍 Introduzione: La vigilanza sui limiti nel 2026
Il regime forfettario si conferma come il regime “naturale” per le persone fisiche, ma la sua permanenza è vincolata a un monitoraggio rigoroso dei ricavi. In questo scenario 2026, la vigilanza deve essere proattiva: non basta osservare il dato assoluto di fine anno. Una delle insidie più comuni, infatti, è il ragguaglio ad anno per chi inizia l’attività in corso d’anno. Ad esempio, incassare 30.000€ in soli tre mesi di attività (ottobre-dicembre) non significa essere sotto la soglia degli 85.000€, bensì proiettarsi tecnicamente su un volume d’affari di 120.000€, innescando l’uscita immediata. Come più volte ribadito da noi di Flatty, la prevenzione è l’unica difesa contro ricalcoli IVA e sanzioni.
📅 Superamento della Soglia di 85.000€: L’Uscita Differita
Secondo le attuali disposizioni del contesto normativo, la soglia di sbarramento per la permanenza nel regime è fissata a 85.000€. Il superamento di questo limite, se contenuto, garantisce una transizione “morbida”. Il meccanismo di uscita differita: Se i ricavi o compensi percepiti nell’anno superano gli 85.000€ ma restano pari o inferiori a 100.000€, il contribuente mantiene tutte le agevolazioni forfettarie (imposta sostitutiva e franchigia IVA) per l’intero anno in corso. La fuoriuscita avverrà ufficialmente solo a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo, con il passaggio obbligatorio al regime ordinario/semplificato.
🛑 Superamento della Soglia di 100.000€: L’Uscita Immediata
Il legislatore ha previsto un “limite critico” che non ammette proroghe. Se nel corso dell’anno i ricavi o compensi superano la soglia di 100.000€, il regime forfettario cessa di avere efficacia nello stesso anno del superamento. Le conseguenze immediate includono:
- IVA sull’operazione “di sforamento”: L’IVA è dovuta sull’ intero importo della fattura che determina il superamento dei 100.000€, non solo sulla quota eccedente.
- Cessazione istantanea: Da quel momento in poi, ogni operazione successiva dovrà essere fatturata con IVA e, per i professionisti, con ritenuta d’acconto.
- Retroattività contabile: Ai fini delle imposte dirette, il reddito dell’intero anno sarà determinato con le modalità ordinarie (costi analitici e aliquote IRPEF progressive).
⚙️ La Rettifica della Detrazione IVA
Il passaggio dal forfettario all’ordinario non presenta solo oneri. Il contribuente può beneficiare della “rettifica a favore” prevista dall’ Art. 19-bis2 del D.P.R. n. 633/1972. Questo meccanismo consente di recuperare l’IVA sugli acquisti effettuati prima del cambio di regime che non era stata detratta.
- Beni Strumentali: La rettifica avviene in base agli anni mancanti al termine del periodo di tutela fiscale. Per i beni mobili si calcola in quinti, mentre per i beni immobili in decimi.
- Rimanenze: È possibile detrarre integralmente l’IVA relativa alle merci e ai prodotti presenti in magazzino al momento del passaggio di regime.
- Oneri: La rettifica deve essere operata nella prima dichiarazione IVA presentata dopo l’uscita dal regime.
💡 L’Opzione Volontaria per il Regime Ordinario
L’uscita dal regime può avvenire anche per scelta strategica, qualora il contribuente ritenga più conveniente la tassazione ordinaria.
- Valutazione di convenienza: Analisi se i costi analitici superano quelli forfettizzati o se sono necessarie detrazioni IRPEF elevate.
- Comportamento concludente: Il contribuente manifesta la scelta emettendo fatture con IVA e operando le liquidazioni periodiche sin dall’inizio dell’anno.
- Comunicazione in Dichiarazione: L’opzione va ratificata nel Quadro VO, rigo VO33 del modello IVA. Ricordiamo che tale scelta è vincolante per un triennio.
Sintesi degli impatti per Imprese e Professionisti
Nel 2026, l’analisi di convenienza deve tenere conto di nuovi parametri critici quali:
- 📊 Oneri contabili: Obbligo di tenuta dei registri IVA e registrazioni analitiche.
- 💸 Aliquote IRPEF e Limite Dipendenti: Passaggio alla tassazione progressiva. Attenzione al nuovo limite di reddito da lavoro dipendente/pensione, elevato a 35.000€ per il 2026.
- 👨👩👧 Focus Assegno Unico: Il forfettario non può beneficiare delle detrazioni IRPEF per carichi di famiglia (figli). Tuttavia, i forfettari possono richiedere l’Assegno Unico universale all’INPS, rendendo il regime spesso più appetibile rispetto al passato.
📉 L’Identikit Strategico: Il regime forfettario resta ideale per chi opera con privati (potendo “intascare” l’equivalente dell’IVA come maggior ricavo) e ha costi di gestione minimi.






